Progetto raggi liberi in unità spinale

Il paziente con lesione al midollo spinale (paraplegia o tetraplegia) nell’immediata fase post-lesionale sperimenta una disabilità correlata all’impairment motorio e sensitivo, allo sviluppo di intestino e vescica neurologici, a disturbi respiratori di varia gravità, a disturbi della sfera autonomica e sessuale oltre a complicanze che coinvolgono la funzionalità di vari organi e apparati.

Il progetto di portare la Medicina Integrativa nella SOSD di Unità Spinale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche nasce nel 2019 dal desiderio di offrire nuove opportunità di trattamento per migliorare la qualità di vita e favorire il recupero delle funzioni perse nella persona con lesione al midollo spinale, sia nell’ambito della fase acuta sia sul territorio, continuando a essere disponibili per i pazienti dimessi e per tutta la Comunità.
All’attività riabilitativa e terapeutica ordinaria, si affiancano i nostri Operatori con tecniche complementari, quali: arteterapia, tecniche di rilassamento e meditazione, supporto psicologico e yoga.
Si realizza così una presa in carico globale della persona con lesione al midollo spinale, favorendo il processo di adesione del paziente al progetto riabilitativo.

In letteratura molti studi dimostrano che tali tecniche incrementano la consapevolezza di sé del paziente e stimolano atteggiamenti di resilienza. Ciò favorirebbe lo sviluppo di un comportamento proattivo ed un atteggiamento mentale costruttivo in grado di incrementare la compliance al trattamento riabilitativo proposto. Tali aspetti di crescita interiore potrebbero correlare con un minor rischio di sviluppo di disturbi dell’umore e con una riduzione della sintomatologia dolorosa (soprattutto nella componente legata alla sfera psichico emotiva). Da numerosi studi emerge che le terapie complementari ridurrebbero il rischio di mettere in atto comportamenti di ansia, inattività fisica e ritiro sociale che incrementerebbero il grado di disabilità e il rischio di cronicizzazione del dolore.

L’inserimento di tecniche complementari all’interno del percorso riabilitativo-terapeutico, inoltre, permette di:

fornire all’interno della giornata uno spazio accogliente ed empatico in cui poter sperimentare rilassamento profondo, consapevolezza di mente e corpo ed elaborazione di contenuti emotivi;

migliorare la qualità del sonno;

favorire uno stato di calma che consenta di comprendere la correlazione tra respiro e stato interiore e utilizzare il respiro come uno strumento di autocontrollo;

riconoscere ed imparare a gestire meglio stati di agitazione e di panico e sbalzi d’umore;

migliorare l’ossigenazione del corpo e ridurre le resistenze meccaniche con possibile effettuo positivo sulla spasticità;

fornire uno strumento che il soggetto potrà riutilizzare autonomamente una volta tornato a domicilio;

migliorare la propria autostima e, in senso lato, il proprio benessere psicofisico favorendo, in questo modo,
processi di socializzazione e promuovendo l’impostazione di modelli migliori di inclusione sociale.

Tecniche complementari sperimentate c/o la SOSD Unità Spinale degli Ospedali Riuniti di Ancona

Tecniche di Rilassamento

Si tratta di un insieme di discipline basate sull’allenamento all’attenzione neutra, in cui attraverso lo sviluppo della respirazione consapevole, mente e corpo collaborano sinergicamente. Sono ormai numerosi gli studi clinici in grado di evidenziare il ruolo che tali pratiche hanno nella gestione di ansia, depressione, stress e dolore. L’introduzione nella quotidianità di momenti dedicati a queste attività si è rivelata efficace nel: migliorare la compliance ai trattamenti medici, ridurre l’utilizzo di farmaci sintomatici, ansiolitici e antidepressivi, e migliorare la qualità generale di vita. Le tecniche di rilassamento sono indicate per aiutare ad affrontare le manifestazioni fisiopatologiche dello stress prolungato, risultando di grande aiuto in presenza del disturbo da stress post-traumatico.

Supporto Psicologico

Attraverso principi come empatia, rispetto incondizionato e le varie tecniche, il supporto psicologico si è dimostrato uno strumento prezioso per promuovere la salute mentale e il benessere complessivo dei pazienti. Inoltre, offre un aiuto essenziale per affrontare una vasta gamma di problemi personali e relazioni. Gli obbiettivi di tale pratica sono:
  • Migliorare il benessere emotivo: si mira a ridurre il disagio psicologico, l’ansia, la depressione attraverso l’esplorazione e la comprensione delle cause sottostanti;
  • Migliorare la comunicazione: aiuta le persone a sviluppare abilità di comunicazioni più efficaci, sia nei rapporti personali che professionali;
  • Risolve i conflitti: fornisce strumenti per affrontare e risolvere i conflitti interpersonali in maniera costruttiva;
  • Promuovere la consapevolezza di sé;
  • Miglioramento della salute mentale riducendo i sintomi di ansia e depressione;
  • Miglioramento delle relazioni interpersonali;
  • Gestione dello stress;
  • Crescita personale ed incremento dell’autoconsapevolezza e autostima.

Arteterapia

L’arteterapia è una modalità terapeutica che cerca di stimolare nel paziente un atteggiamento rilassante, creativo e auto-espressivo; non si segue un processo precostituito ma ci si pone in completo ed empatico ascolto dell’altro, dei suoi vissuti, emozioni, paure, fragilità, ansie e preoccupazioni. L’attività prevista attraverso tale modalità creativa ha sia valenza riabilitativa che propriamente terapeutica. Si guidano i pazienti a sperimentare il potere dell’arte che va oltre la logica del guarire dai sintomi ma si amplifica nella capacità di trasformare e di ridare significato a ciò che si è vissuto, di recuperare una trama e di permettere di ritornare ad essere portatori di storia e non solo di malattia o vissuto traumatico. L’esperienza dell’arteterapia, grazie ai materiali creativi, permette di far provare i fattori terapeutici dell’arte: il piacere sensoriale, l’universalità dei problemi, l’infusione di speranza. All’interno della pratica artistica è possibile elaborare ansie e conflitti, in uno spazio protetto in cui sentirsi accolti ed ascoltati da un professionista che conosce il potere simbolico dell’arte e che sa accompagnare l’individuo nell’ esprimere, attraverso il materiale che più gli si confà, i propri vissuti, accelerando i processi di comprensione profonda, elaborazione e reintegrazione.

Yoga

Il percorso di Yoga in ambito terapeutico è già stato applicato ampiamente come coadiuvante nelle terapie mediche e fisioterapiche tradizionali. Più in particolare, l’ambito di utilizzo dello Yoga nei pazienti con danni da lesioni midollari, da malattie degenerative, ictus o, comunque, danni relativi al sistema nervoso centrale, coinvolge l’individuo in modo “olistico” ed integrato, agendo su più livelli:
  1. A livello fisico: il paziente è chiamato ad utilizzare la sua nuova dimensione corporea attraverso la sperimentazione dello spazio e del movimento che diverrà gradualmente più consapevole, presente e fluido, sempre in accordo con le capacità individuali ed eliminando la pressione della prestazione fisica;
  2. A livello psico-emotivo: viene dato spazio ed attenzione all’espressione delle emozioni emergenti dalla pratica mediante la creazione di uno spazio di accoglienza, dialogo e mai giudicante;
  3. A livello mentale: tale tecnica è in grado di incrementare la capacità di concentrazione e attenzione del paziente e persegue l’obiettivo di “distacco” dai pensieri negativi ricorrenti;
  4. A livello introspettivo: conduce il paziente a migliorare il rapporto con la sua nuova situazione attraverso tecniche di rilassamento e di centratura che riportano la persona a sentirsi non identificato con la sua patologia ma un essere completo al di là della condizione fisica vissuta e percepita.